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Contraffazione e abusivismo: lo stato dell'arte

A cura di Andrea Arnaldi | pubblicato su La Clessidra di dicembre 2016

La Giornata sulla Legalità promossa da Confcommercio è oramai arrivata alla sua quarta edizione e si conferma un importante appuntamento annuale con i grandi temi delle principali forme di criminalità che minacciano direttamente il mondo delle imprese così come quello dei consumatori. Il mercato di prodotti contraffatti è complessivamente stimato in 6,9 miliardi di euro annui con una perdita di più 100mila posti di lavoro in regola (stime Mise-Censis). La contraffazione comporta anche minori introiti fiscali per almeno 1,7 miliardi.
La Guardia di Finanza ha fatto il punto sull’attività svolta nei primi 10 mesi del 2016 su questo fronte: oltre 10.000 interventi portati a termine, più di 120 milioni di prodotti illegali sequestrati, 170.000 chilogrammi e 562.000 litri di prodotti alimentari ritirati dal mercato, 456 siti Internet oscurati o sequestrati, 8.000 persone denunciate.
Contraffazione e abusivismo continuano insomma a rappresentare una drammatica realtà che il mondo imprenditoriale subisce spesso senza riuscire a individuare efficaci contromisure, anche a causa di un sempre troppo diffuso atteggiamento di disinteresse e disinformazione che una buona percentuale di consumatori continuano a dimostrare.
La Giornata ha rappresentato l’occasione per una riflessione su questi temi e per un aggiornamento delle ricerche finalizzate a fornire dati utili allo studio del fenomeno.
Vediamo in estrema sintesi cosa è emerso a livello nazionale, e poi con un focus sull’area metropolitana milanese.

Dato nazionale

Più di un imprenditore su quattro percepisce un peggioramento nei livelli di sicurezza per la propria attività rispetto all’anno scorso; il dato si accentua al Nord Est, al Sud e nel settore alimentare. I fenomeni maggiormente percepiti in aumento sono: l’abusivismo (in aumento per il 51% delle imprese), i furti (per il 47%), la contraffazione (per il 44%); seguono le rapine (37%). Più contenuta la crescita dei comportamenti tipicamente collegabili alla criminalità organizzata come usura (16%) ed estorsioni (14%).
Un imprenditore su dieci ha ricevuto minacce o intimidazioni con finalità estorsive (+1 punto percentuale rispetto al 2015). Un imprenditore su sette dichiara di conoscere altre imprese che sono state oggetto di minacce (+2 punti percentuali rispetto al 2015). Considerando nell’insieme l’esperienza indiretta e diretta, la quota complessiva di imprese coinvolte (16%) non cambia rispetto al 2015. Sia l’esperienza diretta sia quella indiretta si accentuano nel Sud, in particolare nei grandi centri del Meridione.
Le minacce subite consistono soprattutto in pressioni psicologiche (per il 77% delle imprese). Il 61% degli imprenditori minacciati cede alla richiesta estorsiva, con un’accentuazione al Sud.
Quattro imprenditori su cinque hanno adottato almeno una misura di sicurezza per proteggersi dalla criminalità.
Le principali misure riguardano l’utilizzo di telecamere/ impianti di allarme (52%), la stipula di un’assicurazione (34%), le denunce e la vigilanza privata (25%), queste ultime entrambe in aumento rispetto al 2015.
Tra le iniziative ritenute più efficaci per la sicurezza delle imprese si conferma la richiesta di certezza della pena che risulta comunque in aumento rispetto al 2015 (78% contro il 73%); mentre si riduce la domanda di maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine (54% contro il 62% dell’anno scorso).
Per l’86% degli imprenditori le leggi che contrastano i fenomeni criminali sono inefficaci. Quasi tutte le imprese (89%) sono favorevoli all’inasprimento delle pene e l’85% ritiene che non si scontino realmente le pene per i reati commessi. Queste valutazioni negative sono più accentuate al Nord, in particolare al Nord Est, tra tabaccai e pubblici esercizi.

L’area metropolitana di Milano

Confcommercio Milano ha promosso una propria indagine allo scopo di accrescere la consapevolezza sui rischi che il fenomeno contraffazione presenta per la salute, gli interessi economici e la sicurezza.
Al sondaggio, diffuso via web e strutturato anche con risposte multiple (realizzato assieme a una campagna di sensibilizzazione promossa con i social) hanno risposto 710 persone in maggioranza non imprenditori. Il 23% dei rispondenti afferma che ha acquistato prodotti contraffatti, percentuale che sale al 37% – più di un terzo del totale – se si aggiunge chi si è accorto soltanto dopo l’acquisto di aver comprato un prodotto falso. Abusivismo su strada e abusivi nei mercati rappresentano terreno incontrastato per l’acquisto di un prodotto contraffatto. Altro canale privilegiato è Internet. Quali prodotti contraffatti sono più interessanti per il consumatore? Accessori moda innanzitutto (46%), poi abbigliamento (31%), libri/cd/dvd (25%), orologi e tecnologia (entrambi al 14%). Solo il 16% dei
rispondenti ha dischiarato che non acquisterebbe mai alcun prodotto contraffatto.

La qualità dei prodotti contraffatti è ritenuta inferiore all’originale per l’81% di chi ha risposto al sondaggio. È poi emersa ampia consapevolezza che la contraffazione alimenti la criminalità (93%), che i prodotti contraffatti provochino danni alla salute (92%) e che la contraffazione causi danni all’economia (96%). Per l’89% è giusto perseguire produttori e venditori e per il 57% anche sanzionare il consumatore che acquista un prodotto contraffatto.

Molto interessante, infine, la domanda su chi sia più adeguato a combattere la contraffazione (risposta multipla): certamente le Forze dell’Ordine, in particolare Guardia di Finanza (71%) e Polizia Locale (42%), ma la seconda risposta, dopo la Guardia di Finanza, indica che sono gli stessi consumatori i migliori avversari del fenomeno (54%). In sostanza, una delle leve principali per sconfiggere il fenomeno della contraffazione resta proprio l’acquisita consapevolezza da parte del consumatore circa le conseguenze, talvolta gravissime, connesse all’acquisto di un falso. Se non passerà questo decisivo messaggio culturale e civile, nessun programma di tutela normativa o giudiziaria sarà mai veramente efficace.

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