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Newsletter a cura della Segreteria Assorologi

riunioni

CONSIGLIO DIRETTIVO ASSOROLOGI

Il Consiglio Direttivo ASSOROLOGI si riunirà nel tardo pomeriggio di mercoledì 14 dicembre per l’esame del bilancio pre consuntivo 2016 e preventivo 2017, l’avvio della indagine Consumer 2016, l’impostazione del lavoro del nuovo anno, la delibera circa il progetto di nuovo Statuto.

Tra i progetti all’esame del Consiglio vi è anche il restyling del sito Internet associativo e l’avvio di una nuova azione di marketing associativo.

legalita

CONFCOMMERCIO, GIORNATA DELLA LEGALITA’: I RISULTATI DELL’INDAGINE NAZIONALE

Si è svolta lo scorso 22 novembre la quarta edizione della Giornata sulla legalità promossa da Confcommercio.

Il mercato di prodotti contraffatti è complessivamente stimato in 6,9 miliardi di euro annui con una perdita di più 100mila posti di lavoro in regola (stime Mise-Censis). La contraffazione comporta anche minori introiti fiscali per almeno 1,7 miliardi. Contraffazione e abusivismo continuano insomma a rappresentare una drammatica realtà che il mondo imprenditoriale subisce spesso senza riuscire a individuare efficaci contromisure, anche a causa di un sempre troppo diffuso atteggiamento di disinteresse e disinformazione che una buona percentuale di consumatori continuano a dimostrare.

La Giornata ha rappresentato l’occasione per una riflessione su questi temi e per un aggiornamento delle ricerche finalizzate a fornire dati utili allo studio del fenomeno. Vediamo in estrema sintesi cosa è emerso a livello nazionale.

Più di un imprenditore su quattro percepisce un peggioramento nei livelli di sicurezza per la propria attività rispetto all’anno scorso; il dato si accentua al Nord Est, al Sud e nel settore alimentare.

I fenomeni maggiormente percepiti in aumento sono: l’abusivismo (in aumento per il 51% delle imprese), i furti (per il 47%), la contraffazione (per il 44%); seguono le rapine (37%). Più contenuta la crescita dei comportamenti tipicamente collegabili alla criminalità organizzata come usura (16%) ed estorsioni (14%).

Un imprenditore su dieci ha ricevuto minacce o intimidazioni con finalità estorsive (+1 punto percentuale rispetto al 2015).

Un imprenditore su sette dichiara di conoscere altre imprese che sono state oggetto di minacce (+2 punti percentuali rispetto al 2015). Considerando nell’insieme l’esperienza indiretta e diretta, la quota complessiva di imprese coinvolte (16%) non cambia rispetto al 2015.

Sia l’esperienza diretta sia quella indiretta si accentuano nel Sud, in particolare nei grandi centri del Meridione.

Le minacce subite consistono soprattutto in pressioni psicologiche (per il 77% delle imprese). Il 61% degli imprenditori minacciati cede alla richiesta estorsiva, con un’accentuazione al Sud.

Quattro imprenditori su cinque hanno adottato almeno una misura di sicurezza per proteggersi dalla criminalità. Le principali misure riguardano l’utilizzo di telecamere/impianti di allarme (52%), la stipula di un’assicurazione (34%), le denunce e la vigilanza privata (25%), queste ultime entrambe in aumento rispetto al 2015.

Tra le iniziative ritenute più efficaci per la sicurezza delle imprese si conferma la richiesta di certezza della pena che risulta comunque in aumento rispetto al 2015 (78% contro il 73%); mentre si riduce la domanda di maggiore protezione da parte delle forze dell’ordine (54% contro il 62% dell’anno scorso).

Per l’86% degli imprenditori le leggi che contrastano i fenomeni criminali sono inefficaci. Quasi tutte le imprese (89%) sono favorevoli all’inasprimento delle pene e l’85% ritiene che non si scontino realmente le pene per i reati commessi.

Queste valutazioni negative sono più accentuate al Nord, in particolare al Nord Est, tra tabaccai e pubblici esercizi.

produttivita

ACCORDO SULLE RELAZIONI SINDACALI

Lo scorso 24 novembre Confcommercio e Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto l’intesa sul nuovo sistema di relazioni sindacali e il nuovo modello contrattuale.
“Cuore” dell’accordo è l’intesa sui criteri di misurazione della rappresentanza non solo per le organizzazioni sindacali, ma anche per la parte datoriale, per lottare contro il “dumping” contrattuale. Vediamo in sintesi i contenuti dell’accordo, il cui testo può essere richiesto alla Segreteria dell’Associazione:

Definisce le principali direttrici attraverso cui sviluppare un nuovo sistema di relazioni sindacali e di regole per i contratti collettivi nei settori rappresentati da Confcommercio.
Le parti condividono l’importanza di criteri di misurazione non solo per le Organizzazioni sindacali, ma anche per la parte datoriale, e Confcommercio conferma la propria disponibilità ad individuare idonei indicatori in tal senso.
La rappresentanza deve essere un pre-requisito per sottoscrivere i contratti.
In questa logica le Parti condividono la necessità di arginare fenomeni di dumping, soprattutto di tipo retributivo, attraverso adeguate misure legislative, che garantiscano (come già previsto oggi per i minimi contributivi) il rispetto delle retribuzioni individuate dai contratti sottoscritti dalle Organizzazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative.
Si evidenzia che il ruolo dei corpi intermedi non si esaurisce con la firma dei contratti, deve potersi esprimere nella rappresentanza degli interessi collettivi in tutte le sedi Istituzionali e su tutti i temi di rilevanza economica e sociale, recuperando con una sede di confronto permanente quella precisa funzione affidata al CNEL dalla Costituzione.
Si condivide la centralità del Contratto Nazionale, che avrà durata quadriennale, e sarà la sede non solo per definire le retribuzioni, ma anche per concordare norme operative per migliorare la produttività e la competitività delle imprese.
Per gli aumenti retributivi, il contratto collettivo nazionale prenderà a riferimento le dinamiche macro economiche, gli andamenti del settore e dei tradizionali indici dei prezzi al consumo, all’interno dell’equilibrio negoziale complessivo risultante dal rinnovo contrattuale.
Ciascun CCNL individuerà elementi oggettivi e condivisi per la valutazione e la verifica, all’interno della vigenza, degli aumenti retributivi definiti, in relazione alle variabili economiche e sociali dei singoli contesti settoriali.
Il contratto nazionale deve potersi anche adeguare a esigenze specifiche individuate in azienda e quindi, si potranno definire, con accordi aziendali o territoriali, modifiche e/o deroghe di norme e istituti, anche economici, previsti dallo stesso Contratto Nazionale.
A livello aziendale sarà possibile definire nuove figure professionali e a livello territoriale si potranno sottoscrivere accordi quadro, offrendo cosi ulteriori spazi per il miglioramento di produttività e premialità detassata.
Si valorizza il welfare contrattuale sottolineando che grandi pilastri del welfare, quali previdenza e sanità integrativa, non si sviluppano nella frammentazione di mille rivoli, ma nelle masse critiche che garantiscono sostenibilità e buone prestazioni.
Si apprezza che il governo, abbia assunto il principio, sostenuto e rappresentato dalle Parti stesse, che il welfare contrattuale va sostenuto in correlazione al contributo valoriale che offre, non per il livello contrattuale che lo prevede prevedendo l’applicazione del vantaggio fiscale anche al welfare che deriva dal contratto nazionale.
Richiamando l’accordo sulla Governance della bilateralità del 2014, Le parti riconfermano l’importanza di proseguire nella riforma adottando strumenti idonei a favorire l’efficienza delle gestioni, affinché gli enti bilaterali siano sempre più considerati un valore reale e concreto da dipendenti e imprese.
Si condivide infine un impegno a consolidare le relazioni sindacali confederali attraverso incontri periodici su temi di interesse comune.