HomeNewsletterNEWSLETTER ASSOROLOGI INFORMA – 16 luglio 2018

NEWSLETTER ASSOROLOGI INFORMA – 16 luglio 2018

NEWSLETTER ASSOROLOGI INFORMA – 16 luglio 2018

 

  1. GLI SCENARI DI MERCATO

Commissione Europea – Eurozona rallenta. Stime Pil Italia a 1,3% in 2018. Si riaccende l’incertezza che pesa sulla crescita

La crescita dovrebbe rimanere forte nel 2018 e nel 2019 ma con tassi del 2,1% quest’anno e del 2% il prossimo anno sia nell’UE che nella zona euro.

Tuttavia, dopo cinque trimestri consecutivi di forte espansione, la ripresa economica ha frenato nel primo semestre del 2018 ed in base alle stime attuali la crescita dovrebbe essere inferiore di 0,2 punti percentuali alla previsione di primavera sia nell’UE che nella zona euro.
La crescita dovrebbe riprendere un po’ di slancio nella seconda metà di quest’anno, in un contesto in cui le condizioni del mercato del lavoro migliorano, l’indebitamento delle famiglie cala, la fiducia dei consumatori resta alta e la politica monetaria continua a sostenere la ripresa.

La Commissione Ue rivede al ribasso le stime sul pil dell’Italia: per il 2018 vengono limate a 1,3% (da 1,5% previsto a maggio) e nel 2019 a 1,1% (da 1,2% di maggio). “Sebbene l’economia italiana sia cresciuta di 0,3% nel primo trimestre 2018, solo poco meno del trimestre precedente, non è completamente sfuggita alla generale perdita di slancio delle economie avanzate”, quindi “l’attuale ripresa dovrebbe indebolirsi ma proseguire al di sopra del potenziale”, scrive Bruxelles nelle previsioni economiche estive. I rischi al ribasso sulle prospettive di crescita sono diventati più prominenti di fronte a una riaccesa incertezza di politiche a livello globale e domestico”: “A livello interno, ogni riemergere di timori o incertezze sulle politiche economiche, e il possibile contagio dei tassi più alti sui costi di finanziamento delle imprese, possono peggiorare le condizioni del credito e zittire la domanda interna”. La prospettiva del pil nella zona euro e nell’Ue nel 2018 è stata rivista a 2,1%.

Confcommercio – A luglio calma piatta per Pil e consumi

 Sempre più concreto il rischio di un rallentamento dell’economia: a giugno l’indicatore dei Consumi Confcommercio è sceso dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,3% nei confronti dello stesso mese del 2017. Per luglio si stima una variazione mensile nulla del Pil e un aumento tendenziale dello 0,8%.

In un quadro congiunturale caratterizzato da luci ed ombre si fa “sempre più concreto il rischio di un rallentamento dell’economia”. Così l’Ufficio Studi confederale nell’ultimo numero di Congiuntura Confcommercio in cui stima, per luglio 2018, una variazione mensile nulla del Pil e un aumento tendenziale dello 0,8% (era 0,9% a giugno), in ulteriore rallentamento rispetto al primo trimestre. Nel secondo trimestre 2018 si prevede una crescita nulla del Pil in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si dovrebbe attestare all’1%.

  1. LA CONTRAFFAZIONE IN ITALIA: STUDIO OCSE

In Italia, il commercio mondiale di beni contraffatti (borse di lusso, orologi, prodotti alimentari, componenti auto) ha un impatto sull’economia pari a circa l’1-2% del PIL in termini di mancate vendite, secondo un nuovo rapporto dell’OCSE – Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico

Il commercio di beni contraffatti e l’economia italiana rivela che il valore totale dei beni italiani contraffatti e piratati venduti in tutto il mondo nel 2013 era pari a oltre 35 miliardi di euro, l’equivalente del 4,9% delle vendite di prodotti manifatturieri italiani nel mondo. Ciò ha causato oltre 25 miliardi di euro di mancate vendite alle aziende italiane nello stesso anno, quando il PIL italiano ammontava a 1600 miliardi di euro.
In base agli studi che l’OCSE ha effettuato su quasi mezzo milione di sequestri doganali in tutto il mondo nel periodo 2011-13, il commercio di beni contraffatti vale quasi 500 miliardi di dollari l’anno, pari al 2,5% delle importazioni mondiali. Le marche statunitensi, italiane e francesi sono tra le più colpite dal fenomeno e l’Italia, con una fiorente produzione di prodotti pregiati, protetti da leggi sulla proprietà intellettuale e marchi di fabbrica, è particolarmente vulnerabile.

Il rapporto analizza l’impatto del commercio di prodotti italiani falsi, nonché le conseguenze per l’Italia dell’importazione di beni contraffatti. Dal rapporto emerge che, in Italia, nel 2013, le importazioni di beni falsi erano pari a oltre 10 miliardi di euro, ossia al 3% delle importazioni, e ciò ha causato mancate vendite a grossisti e negozianti di circa 7 miliardi di euro. I prodotti falsi provenivano soprattutto da Cina (50%) e Hong Kong (29%), ma anche da Grecia (6%), Singapore (4%) e Turchia (2%).
Il commercio di prodotti italiani falsi, combinato all’importazione di beni contraffatti, ha provocato una perdita di introiti per lo Stato pari a 10 miliardi di euro, ossia allo 0,6% del PIL. La contraffazione e la pirateria hanno altresì causato la perdita di almeno 87.000 posti di lavoro in Italia nel 2013, pari al 2% degli equivalenti dipendenti a tempo pieno nel Paese.
Per quanto riguarda il settore italiano del commercio all’ingrosso e al dettaglio, nel 2013 le mancate vendite causate dall’importazione prodotti contraffatti e piratati ha provocato maggiori perdite, in termini di euro per i prodotti elettronici ad alta tecnologia, i prodotti elettrici e ottici, seguiti da abbigliamento, calzature, cuoio e prodotti correlati. In termini di quota di mercato, le perdite più ingenti si sono registrate nel settore dell’orologeria e della gioielleria, dove il mercato delle merci contraffatte ha portato a mancate vendite del 7,5%.

Secondo il rapporto circa la metà delle merci false introdotte illegalmente in Italia nel 2013 è stata venduta a consumatori consapevoli di comprare prodotti falsi, mentre l’altra metà è stata acquistata senza tale consapevolezza. La quota di prodotti falsi acquistati in Italia da consumatori coscienti va dal 15% per i prodotti alimentari al 60% per orologi, dispositivi informatici e di comunicazione.
L’OCSE collabora con i governi per colmare le lacune in materia di regolamentazione e ovviare ai problemi derivanti da misure di contrasto insufficienti, che consentono lo sviluppo del commercio di beni contraffatti, in gran parte gestito dal crimine organizzato.

Il testo integrale del Rapporto OCSE sulla contraffazione in Italia può essere chiesto alla Segreteria dell’Associazione.

3.ATTIVITA’ ASSOROLOGI

 Il Consiglio Direttivo dell’Associazione si è riunito a Milano lo scorso 10 luglio ed ha esaminato alcune questioni di ordine organizzativo, tra le quali il possibile ingresso dell’Associazione sul mondo “Social” attraverso l’apertura di pagine e profili istituzionali in grado di ampliare l’audience delle tematiche di interesse dell’Associazione e del mercato di riferimento.

L’argomento costituirà oggetto di approfondimento, con l’intervento di un esperto, in occasione della prossima seduta già fissata per la mattina del 26 settembre.

Nel frattempo, ASSOROLOGI è al lavoro su altri due fronti:

Riunioni internazionali –  Nei giorni 11 e 12 ottobre l’Associazione ospiterà a Torino le riunioni della Federazione comunitaria di settore, EuroTempus, e del Comitato Permanente dell’Orologeria Europea, l’organismo bilaterale composto dalla delegazione dell’industria svizzera e dalla delegazione delle imprese europee.

Training per appassionati – Si svolgerà venerdì 19 ottobre presso il laboratorio di orologeria del Politecnico del Commercio di Milano, la terza edizione del Training per appassionati organizzato da ASSOROLOGI con la collaborazione delle aziende associate.

  1. CHIUSURA ESTIVA DEGLI UFFICI DI SEGRETERIA

Gli uffici di Segreteria dell’Associazione resteranno chiusi per la pausa estiva da lunedì 6 a venerdì 24 agosto.