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NEWSLETTER ASSOROLOGI INFORMA – OTTOBRE 2018

  1. LA FATTURA ELETTRONICA – CONVEGNO

FATTURA ELETTRONICA OBBLIGATORIA – Gli aspetti fiscali e gestionali

Lunedì 22 ottobre 2018 alle ore 10.00

La Direzione Servizi Tributari di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza organizza il Convegno in oggetto, aperto alla partecipazione gratuita delle imprese associate, nel corso del quale verranno affrontati i seguenti temi:

  • le disposizioni che rendono obbligatoria l’emissione della fattura elettronica a partire dal 1° gennaio 2019,
  • i principali aspetti operativi e gestionali,
  • i primi chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate,
  • le soluzioni che Unione Confcommercio, attraverso Centrimpresa S.r.l., CAF imprese,  ha predisposto per assistere gli associati.

La scheda di partecipazione, necessaria per accedere alla sala, potrà essere compilata e trasmessa esclusivamente attraverso la procedura di registrazione on line al seguente link: http://www.confcommerciomilano.it/it/supporto_fiscale_legale/form.html.

  1. PARTI DI RICAMBIO

Nuovo episodio della oramai lunga vicenda della mancata cessione delle parti di ricambio originali agli orologiai riparatori indipendenti da parte di alcuni produttori di orologi. Nelle settimane scorse, infatti, che la COMCO, la Commissione per la Concorrenza della Confederazione Elvetica, ha deciso di non procedere nei confronti dei principali Gruppi industriali del settore, uniformandosi in tal modo alle pronunce favorevoli ai Brand già adottate dalla Commissione Europea e dalla Corte di Giustizia. Pertanto anche per l’organismo svizzero di controllo sul regolare svolgimento della concorrenza tra imprese, come già per la Commissione Europea, la scelta di alcuni brand di orologeria di restringere la cessione di ricambi originali allo scopo di garantire la massima qualità del servizio di assistenza tecnica e contrastare al contempo l’utilizzo fraudolento dei ricambi originali, è lecita e meritevole di tutela.

3. ATTIVITA’ ASSOROLOGI

Fitto calendario di impegni per il Consiglio Direttivo dell’Associazione che si è riunito a Milano lo scorso 26 settembre e tornerà a riunirsi il 18 ottobre. Molta la carne al fuoco: il Consiglio ha infatti deciso l’ingresso di ASSOROLOGI sul mondo “Social” attraverso l’apertura di una pagina istituzionale sul social network LINKEDIN, con l’auspicio che questo nuovo canale possa ampliare l’audience delle tematiche di interesse dell’Associazione e del mercato di riferimento.

Nei prossimi giorni, inoltre, avranno luogo alcuni importanti appuntamenti associativi:

Riunioni internazionali –  Nei giorni giovedì 11 e venerdì 12 ottobre l’Associazione ospiterà a Torino le riunioni della Federazione comunitaria di settore, EuroTempus, e del Comitato Permanente dell’Orologeria Europea, l’organismo bilaterale composto dalla delegazione dell’industria svizzera e dalla delegazione delle imprese europee.

Training per appassionati – Si svolgerà venerdì 19 ottobre presso il laboratorio di orologeria del Politecnico del Commercio di Milano, la terza edizione del Training per appassionati organizzato da ASSOROLOGI con la collaborazione delle aziende associate.

4.ANALISI DEL SETTORE ORAFO

Il settore del retail orafo in Italia è sostanzialmente stabile. Pur tenendo conto che le chiusure dal 2012 al 2017 sono state circa pari a 2.000 unità, dal 2016 al 2017 il numero di gioiellerie attive sul territorio italiano esprime una cauta crescita: si registrano, infatti circa 500 unità in più, corrispondenti a un aumento del 3,6%, con 36.243 addetti, corrispondenti ad una crescita del 4,8.

E’ questo uno dei primi, importanti dati emersi dalla ricerca “Multicanalità e Omnicanalità – Il retail alla ricerca della propria dimensione” dell’Osservatorio Federpreziosi a cura di Format Research, sul rapporto tra dettaglianti orafi ed evoluzione digitale, presentata a VicenzaOro il 23 settembre 2018.
In un comparto in cui il 66 % delle gioiellerie è online, la domanda cui si è cercato di rispondere è: “quanto il gioielliere oggi riesce a coniugare l’idea di “vetrina fisica” e di “vetrina virtuale?”
L’incremento del numero di aziende riguarda, infatti, soprattutto le gioiellerie del Nord Italia (+3,1%) rispetto al Centro Sud (+2,1%) e, in particolare, appaiono più solide quelle che hanno saputo innovare, non soltanto e necessariamente attraverso l’apertura di siti e-commerce, ma adottando anche più semplici strumenti digitali per affrontare la comunicazione social e la gestione dei siti web. A confermarlo è il dato relativo al confronto tra ricavi delle imprese che hanno una vetrina virtuale e quelle che non hanno ancora adottato alcuna forma di presenza digitale: chi sa muoversi sul web registra volumi di vendita superiori di circa una volta e mezzo; tra le gioiellerie con un sito web, il 4,4% ha ricavi che superano i 10 milioni di Euro, mentre tra le aziende che fanno e-commerce, il 5,5% ha ricavi superiori a tale cifra.
Affrontare il cambiamento non può essere più considerato come una scelta, ma è, a tutti gli effetti, una necessità finalizzata alla sopravvivenza dell’attività.

A confortare le imprese può essere la constatazione che la vitalità delle gioiellerie tradizionali, ad oggi, non è messa in discussione. Pur essendo raddoppiato il numero di imprese che fanno e-commerce (dal 24,1 % al 52,9% nel corso degli ultimi tre anni e mezzo), a fronte di un sostanziale stabilità numerica (dal 66 % al 68,2%) di chi ha adottato forme di presenza digitale più semplici nel corso degli ultimi anni, ovvero solo un sito vetrina o un profilo social, il settore, nel complesso, mostra una certa resilienza anche rispetto ad altri ambiti del terziario.
Le gioiellerie hanno maggior capacità di generare ricavi (il 13% delle gioiellerie ha ricavi compresi tra il milione e i 5 milioni di euro vs il 10% delle altre imprese al dettaglio), di generare occupazione (4,8 + vs 3,2%) e una maggiore solidità rispetto alla forma societaria (il 21% sono società di capitali vs il 12 % delle altre imprese al dettaglio).

Nello specifico, i dati relativi agli acquisti on-line, se confrontati con i dati relativi alle richieste effettuate sui motori di ricerca per individuare e contattare gioiellerie tradizionali, sostanzialmente si equivalgono.
Dall’attività di “ascolto della rete” effettuata nell’ambito della ricerca, emerge che nelle grandi aree metropolitane è più diffuso il fenomeno della ricerca online con l’obiettivo di trovare un punto vendita sul proprio territorio, mentre la ricerca di negozi che effettuano vendite online è alta in tutte le regioni d’Italia. E’ questo un indicatore che a una maggior capacità di vendita delle aziende del Nord potrebbe corrispondere una maggior capacità di coprire esigenze d’acquisto sull’intero territorio nazionale.
Dall’analisi emerge, infatti, che le opinioni espresse online dai clienti riguardo alle gioiellerie interpretano l’apprezzamento per le qualità considerate più tradizionali: la professionalità, la cortesia dello staff, l’assortimento, la qualità delle creazioni.

Il terreno sul quale si gioca la sfida del prossimo futuro è, con ogni probabilità, quello della formazione del personale che dovrà mostrarsi certamente adeguato alle mutate modalità di contatto col cliente sia in termini di strumenti utilizzati sia in termini di sensibilità nella relazione.

  1. APERTURE FESTIVE DEI NEGOZI  

A seguito delle dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico Di Maio in tema di aperture festive dei negozi e alla luce dei cinque progetti di legge presentati su questo tema da diversi soggetti politici ed istituzionali, Confcommercio ha assunto subito una linea di cautela improntata sul dialogo e favorevole ad una regolamentazione minima.

Occorre cioè ridiscutere con atteggiamento non ideologico il ruolo della distribuzione con l’obiettivo di evitare gli errori del passato e di valorizzare il nostro modello plurale fatto di piccole, medie e grandi imprese per assicurare il massimo del servizio e della qualità alle famiglie e ai consumatori. Partire, quindi, da una regolamentazione minima e sobria per le chiusure festive attraverso il dialogo con le rappresentanze è una via percorribile e imprescindibile.

Date queste premesse, è partita a fine settembre una articolata procedura di consultazione dei soggetti coinvolti: sulle cinque proposte di legge dedicate a orari e chiusure domenicali dei negozi, attualmente depositate in commissione Attività produttive della Camera, è stato messo in calendario un ciclo di audizioni da parte della commissione stessa. Gli auditi saranno molti. Nella lista delle proposte di audizioni – su cui non ci sono pregiudiziali da parte della maggioranza – ci sono 45 enti diversi.

Il Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli ha ribadito la linea della Confederazione: “Siamo d’accordo con lo spirito dei disegni di legge, ma bisogna conciliare esigenze del servizio ai consumatori, libertà d’impresa e qualità della vita di chi lavora nel commercio”. Gli strappi non servono, serve un punto di equilibrio ragionato”.