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NEWSLETTER ASSOROLOGI INFORMA 20 febbraio 2020

NEWSLETTER ASSOROLOGI INFORMA – 20 febbraio 2020

1.IL MERCATO ITALIANO DELL’OROLOGERIA

L’indagine CONSUMER OROLOGI 2019, realizzata da GfK Italia per ASSOROLOGI, sarà presentata in anteprima pubblica venerdì 20 marzo alle ore 11:00 presso la sede di Confcommercio Milano di Corso Venezia 47. Sarà analizzato il trend di mercato con particolare attenzione sia al contesto dei consumi dei beni durevoli in Italia che alle effettive dimensioni del mercato dell’orologeria nel nostro Paese

2. COPIA PRIVATA E SMARTWATCH: LA POSIZIONE DI ASSOROLOGI

Da tempo il Ministero per i Beni e le Attività Culturali sta lavorando al nuovo provvedimento relativo alla determinazione delle misure dei compensi per la copia privata in sostituzione dell’oramai datato Decreto 20 giugno 2014. Il travagliato iter di elaborazione del provvedimento, che ha subito interruzioni e ritardi causati anche dalla nota Sentenza del Consiglio di Stato in materia di apparecchi e supporti per uso professionale, è giunto adesso a conclusione con la predisposizione di uno schema di Decreto sul quale il Ministero ha convocato l’audizione delle parti interessate, in programma il 19 marzo a Roma. per poi procedere con la pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale

Lo schema divulgato dal MIBACT contiene una infatti importante novità che coinvolge anche il settore dell’Orologeria: per la prima volta, infatti, sono stati inseriti tra i prodotti “colpiti” da questo obbligo di contribuzione anche i dispositivi “indossabili” dotati di memoria o hard disk con funzione di registrazione e/o riproduzione audio/video: smartwatch, fitness tracker o similari.

Di che cosa si tratta? Il cosiddetto “Compenso per copia privata”, è stato introdotto con la L. n. 93 del 5 febbraio 1992 al fine di compensare i titolari dei diritti ed è dovuto da produttori e importatori di apparecchi idonei alla registrazione di file audio/video tutelati dal diritto d’autore per la fruizione privata e senza scopo di lucro. Il compenso, originariamente applicato in percentuale sul prezzo di cessione degli apparecchi di registrazione audio e video e relativi supporti di registrazione, a partire dal D. lgs. n. 68 del 9 aprile 2003 è calcolato non più in misura percentuale sul prezzo di cessione ma in funzione della “capacità” di registrazione. Si sono poi susseguiti nel tempo una serie di decreti che hanno individuato le categorie di prodotti da assoggettare a compenso e l’importo dello stesso, da versare a SIAE a cedenza trimestrale sulla base di apposita rendicontazione delle vendite effettuata dal produttore/importatore. Per maggiori dettagli sulla normativa e le procedure relative si può consultare l’apposita sezione di sito SIAE:

https://www.siae.it/it/utilizzatori/altri-servizi-bollini-certificazioni-dati-e-statistiche/copia-privata/copia-privata

Il nuovo schema di Decreto, di imminente pubblicazione, individua come detto una nuova voce di prodotti obbligati a pagare il compenso a SIAE in base al teorico utilizzo potenziale di “registrazione” o riproduzione di file audio o video. L’art. 2 lett. p) dell’Allegato Tecnico al Decreto colpisce testualmente: “Memoria o hard disk integrato in dispositivi indossabili dotati di funzione di registrazione e/o riproduzione audio e/o video (c.d. smartwatch, fitness tracker o similari)”

Riteniamo doveroso manifestare vive perplessità su un sistema di prelievo oramai obsoleto, completamente superato dalla evoluzione tecnologica e dai comportamenti degli utenti in materia di fruizione dei contenuti audio/video. Osserviamo inoltre che il compenso per copia privata è applicato in modo del tutto disomogeneo nei diversi Paesi e occorrerà capire se e quali altri Stati applicano analogo compenso su questi prodotti e di quale importo: poiché il compenso è applicato su base nazionale dagli operatori nazionali, per il consumatore sarà sufficiente acquistare all’estero per evitare questo maggior costo. Pertanto, il canale dell’e-commerce gestito da operatori esteri difficilmente controllabili e verificabili sarà quello a trarne il massimo beneficio, a svantaggio delle imprese italiane.

ASSOROLOGI condivide pienamente il principio per cui i titolari di diritti d’autore devono essere remunerati per l’utilizzo legittimo delle opere di loro titolarità, ma osserva che il danno connesso all’utilizzo illegittimo (pirateria) esula completamente da questo quadro e non potrà mai essere “compensato” da questo tipo di prelievo. Inoltre, in virtù della diffusione dello streaming (legale) lo stesso concetto di “copia privata” pienamente comprensibile negli anni Novanta del secolo scorso ha perso la sua stessa ragion d’essere. Non si possono infatti scaricare sui mercati dell’elettronica di consumo, dell’ICT e dell’Orologeria gli oneri destinati a finanziare la SIAE e (parzialmente) i produttori dei contenuti: questo non è giusto, poiché penalizza in misura sproporzionata ed illogica un mercato per compensarne un altro. Su questi punti ASSOROLOGI ha predisposto un Position paper fortemente critico sia per considerazioni di ordine generale sulla stessa ragion d’essere di una tale misura sia per considerazioni di merito che attengono ad alcune evidenti anomalie e forzature su prodotti specifici, che sarà illustrato in sede istituzionale nel corso della programmata Audizione.

3. SPORTELLO INNOVAZIONE PER LE IMPRESE

Mercati rionali e negozi che adottano tecnologie 4.0, camerini digitali per la moda, ecosistemi digitali per gestire tutte le operazioni di cassa e magazzino attraverso tablet e mobile, alberghi che prevedono in tempo reale le presenze turistiche, chioschi digitali, CRM integrati per i noleggiatori di auto, borsa logistica 4.0. Sono solo alcuni esempi dei 30 “Progetti Digitali” che EDI, l’Ecosistema Digitale di Confcommercio ha ideato per l’innovazione digitale di tutte le imprese del terziario, dal commercio tradizionale, al turismo, ai servizi. 30 progetti digitali che EDI, grazie alla presenza territoriale degli Sportelli Innovazione SPIN è in grado di realizzare e finanziare. Un catalogo pensato nella logica di fare rete, per muoversi in un’ottica multicanale e valorizzare la sostenibilità digitale.

4. DENARO CONTANTE: NUOVI LIMITI DI UTILIZZO

La Legge n. 157 del 19 dicembre 2019 («Collegato alla legge di bilancio 2020») ha, tra le altre cose, introdotto nuovi limiti di utilizzo del denaro contante. in virtù di queste disposizioni, è vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a:

  • 3. 000 euro fino al 30 giugno 2020;
  • 2. 000 euro a decorrere dal 1° luglio 2020 fino al 31 dicembre 2021;
  • 1. 000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022

Il trasferimento superiore a tali limiti, quale che ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati. Per operazione frazionata si intende un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni, ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale.

Dal punto di vista sanzionatorio, fatta salva l’efficacia degli atti, alle violazioni della disciplina in esame si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000,00 a 50.000,00 euro. In seguito alle novità apportate in ordine ai limiti di utilizzo del denaro contante, si prevede che:

  • per le violazioni commesse e contestate dall’1.7.2020 al 31.12.2021, il minimo edittale sarà pari a 2.000,00 euro (dagli attuali 3.000,00);
  • per le violazioni commesse e contestate a decorrere dall’1.1.2022, il minimo edittale sarà ulteriormente abbassato a 1.000,00 euro.
  • Per le violazioni che riguardano importi superiori a 250.000,00 euro, la sanzione continua ad essere quintuplicata nel minimo e nel massimo edittali.

Questa è la nuova disciplina, sulla quale ASSOROLOGI ribadisce la propria convinta e motivata contrarietà. I limiti troppo bassi, già sperimentati nella loro inutilità in anni recenti, non hanno alcuna efficacia ai fini del contrasto dell’evasione fiscale e risultano inutilmente penalizzanti sia per le imprese del settore orafo ed orologiero, soprattutto quelle ubicate in aree di confine, che per i consumatori, anche considerando le normative dei Paesi europei, molto più tolleranti, così come la stessa normativa dell’UE che indica soglie assai più ampie.

«Siamo preoccupati per queste ricorrenti forme di penalizzazione dell’utilizzo del denaro contante – ribadisce il Presidente ASSOROLOGI Mario Peserico – la cui inefficacia in termini di contrasto dell’evasione e del riciclaggio è notoria. Evasione e riciclaggio sono fenomeni importanti che non nascono nei punti di vendita e che quindi non potranno mai essere scalfiti da misure velleitarie e demagogiche come queste».

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