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Dal 2022 scende a 1.000 euro il limite per il denaro contante

Dal 2022 scende a 1.000 euro il limite per il denaro contante

Dal primo gennaio 2022 il limite di utilizzo del denaro contante è sceso alla soglia dei 1.000 euro.

Questo è l’effetto di quanto disposto dalla Legge n. 157 del 19 dicembre 2019 («Collegato alla legge di bilancio 2020») la quale ha introdotto i limiti di utilizzo del denaro contante che vietano il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a:

  • 1. 000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2022

Il trasferimento superiore a tale limite, quale che ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati. Per operazione frazionata si intende un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti, posta in essere attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni, ferma restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrano elementi per ritenerla tale.

Dal punto di vista sanzionatorio, fatta salva l’efficacia degli atti, alle violazioni della disciplina in esame si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 3.000,00 a 50.000,00 euro. In seguito alle novità apportate in ordine ai limiti di utilizzo del denaro contante, si prevede che:

  • per le violazioni commesse e contestate a decorrere dall’1.1.2022, il minimo edittale è fissato in 1.000,00 euro.

Per le violazioni che riguardano importi superiori a 250.000,00 euro, la sanzione continua ad essere quintuplicata nel minimo e nel massimo edittali.

Su questa normativa, oramai da tempo ASSOROLOGI ha espresso e ribadito la propria convinta e motivata contrarietà. I limiti troppo bassi, già sperimentati nella loro inutilità in anni recenti, non hanno alcuna efficacia ai fini del contrasto dell’evasione fiscale e risultano inutilmente penalizzanti sia per le imprese del settore orafo ed orologiero, soprattutto quelle ubicate in aree di confine, che per i consumatori, anche considerando le normative dei Paesi europei, molto più tolleranti, così come la stessa normativa dell’UE che indica soglie assai più ampie.

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