GLI ITALIANI E GLI OROLOGI DA POLSO

N°5 Mercato Italiano - Ottobre 2006

GfK Marketing Services Italia, primo gruppo di ricerche di mercato in Italia, ha realizzato un’indagine, su base annuale, sugli acquisti di orologi da polso in Italia, per conto di un gruppo di aziende aderenti ad ASSOROLOGI.

L’Indagine Annuale Consumer Panel rileva gli acquisti di orologi da polso in un campione di 6.500 famiglie e fornisce importanti informazioni sul mercato e sulle abitudini di acquisto degli italiani in questo settore.

Grazie all’indagine, è emerso che nel 2005 sono stati venduti in Italia circa 8,3 milioni di orologi e che il 12,6% dei consumatori italiani ha comprato almeno un orologio da polso durante il 2005, sviluppando un giro d’affari pari a 1,2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda la tipologia di prodotto acquistato, il prezzo medio si aggira intorno a 141 euro, si tratta per lo più di modelli da donna (53%), anche se quelli maschili sviluppano una spesa maggiore, costando ovviamente di più, con una netta prevalenza dei modelli solotempo (78%) con movimento al quarzo (71%) e con cassa in acciaio (87%).

Il quadrante è generalmente analogico (91%) mentre il bracciale in metallo, nel 56% dei casi, viene preferito ai cinturini di altri materiali.

Gioiellerie ed orologerie continuano ad essere il canale d’acquisto privilegiato (59%), seguite dai negozi monomarca e dalla grande distribuzione, mentre risultano marginali gli acquisti effettuati nei negozi di articoli sportivi o di abbigliamento e via Internet.

Maggiore propensione all’acquisto di orologi si osserva nel Centro Italia, dove il 19,2% della popolazione ha effettuato almeno un acquisto. Il Centro condivide con il Nord il primato della maggior spesa pro capite. E’ in particolare la popolazione del Nord – Est quella che, nel 2005, ha comprato orologi più costosi rispetto al resto del Paese (prezzo medio superiore del 30% alla media italiana).

Hanno acquistato e speso di più coloro che abitano nelle grandi città (superiori ai 500.000 abitanti) e che appartengono ad un ceto socio – economico alto o medio alto: infatti, i dirigenti, imprenditori e liberi professionisti, che rappresentano solo il 2,8% della popolazione italiana, hanno sviluppato da soli il 7,7% della quantità degli acquisti e ben il 14,7% della relativa spesa, spendendo in pratica cinque volte di più della media.

Anche operai, agricoltori e insegnanti si sono dimostrati buoni acquirenti di orologi, ma le prime due categorie si sono orientate su prodotti di prezzo più basso rispetto alla terza.

Infine, quasi la metà degli acquisti è stata effettuata da persone tra i 25 e i 44 anni, per lo più donne, anche se gli uomini hanno speso di più in orologi rispetto al gentil sesso.



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