Nasce il Libro Unico del Lavoro
a cura di Andrea Arnaldi | Pubblicato su La Clessidra di gennaio/febbraio 2009
Quella che si è compiuta nelle settimane scorse è certamente una piccola “rivoluzione” destinata a modificare impostazioni organizzative, modalità di gestione del personale, abitudini e consuetudini ultradecennali. Stiamo parlando della abolizione dei vecchi Libro Paga e Libro Matricola, adesso sostituiti dal nuovo (e innovativo) Libro Unico del Lavoro.
La riforma contenuta nel Decreto Legge 112/2008 convertito nelle Legge 133/2008, si prefigge obiettivi di semplificazione e snellimento burocratico a beneficio delle imprese e, contestualmente, mira a concentrare l’attività ispettiva e di controllo sulle sole violazioni sostanziali, cioè dirette a realizzare una evasione contributiva, e non meramente formali.
A decorrere dal gennaio 2009 la riforma è entrata nella sua fase “a regime”, che è stata preceduta, per un semestre, da una fase transitoria avente lo scopo di familiarizzare con novità così profonde e permettere alle imprese di prepararsi adeguatamente a questo passaggio.
Con il periodo di paga “dicembre 2008” è dunque cessata la fase transitoria e si è entrati a regime: a partire dalle registrazioni relative al periodo di paga “gennaio 2009” è divenuto obbligatorio attivare (entro il 16 febbraio 2009) il nuovo Libro Unico.
Le novità sono così numerose e di così rilevante impatto da richiedere una serie di interventi interpretativi: si sono succedute circolari, note, vademecum da parte del Ministero e dell’INAIL ed è stato esplicitamente detto che l’attività ispettiva, per il primo semestre del 2009, sarà particolarmente “sotf” e terrà quindi nel debito conto il fatto che le imprese hanno la necessità di prendere confidenza con regole del tutto nuove e abbandonare comportamenti oramai entrati a far parte di routine ampiamente consolidate nei decenni.
Senza alcuna pretesa di completezza, proviamo ad accennare ad alcune delle innovazioni più significative, al solo scopo di far comprendere la portata delle novità e la necessità di porre massima attenzione su questa riforma.
Detto che il Libro unico del Lavoro riguarda tutti i datori di lavoro privati che hanno personale dipendente o parasubordinato (co.co.co ovvero a progetto), si deve dire che sul Libro vanno registrati i dati relativi a tutto il personale (dipendente o parasubordinato) di qualunque qualifica, compresi quelli che lavorano all’estero, distaccati o somministrati.
Cosa si deve registrare?
Per ciascun lavoratore è obbligatorio riportare tutti i dati relativi al rapporto di lavoro (ad esempio, inquadramento contrattuale, retribuzione base, anzianità, premi, straordinari, rimborsi spese, eccetera). Inoltre, occorre riportare il calendario delle presenze per i lavoratori dipendenti.
Quando registrare?
Entro il giorno 16 del mese successivo a quello di riferimento.
Come registrare?
Esistono diversi sistemi alternativi di tenuta del Libro: fogli mobili, stampa laser, sistema informatico.
Il sistema a fogli mobili prevede elaborazione e stampa meccanografica su modulo continuo previa numerazione di ogni pagina e vidimazione preventiva. Il sistema a stampa laser prevede il preventivo rilascio di apposita autorizzazione da parte dell’INAIL per la stampa e numerazione automatica dei fogli. Il sistema informatico è quello che si basa sull’utilizzo di supporti magnetici e che garantisca consultabilità immediata, inalterabilità, integrità e sequenza cronologica delle operazioni. Vi sono molti altri aspetti di notevole importanza, ad esempio in materia di vidimazioni, di esibizione del Libro agli organi di controllo, di sistema sanzionatorio.
Meritano una attenzione particolare le indicazioni operative contenute nelle Circolari del 21 agosto 2008 e del 7 gennaio 2009 del Ministero del Lavoro nonché nel “Vademecum” del 5 dicembre 2008. La materia sarà affinata ulteriormente alla luce di questi primi mesi di operatività del nuovo Libro Unico.
L’intento, dicevamo in apertura, è quello della semplificazione. Anche se un po’ di incertezza e di disorientamento è pienamente comprensibile in fase di “lancio”, l’augurio è che di semplificazione effettivamente si tratti e che le imprese possano apprezzare “sul campo” un alleggerimento burocratico significativo.