N. 64 - Ottobre 2009
Newsletter a cura della Segreteria Assorologi
1. CONSIGLIO DIRETTIVO ASSOROLOGI
Si riunirà nel pomeriggio di giovedì 29 ottobre il Consiglio Direttivo ASSOROLOGI. La riunione consentirà di proseguire il lavoro avviato con la seduta del 15 settembre scorso e finalizzato alla elaborazione del programma di attività dell’Associazione per il prossimo quadriennio.
In particolare, verrà fatto il punto sulle prime fasi di lavoro avviato in seno ai quattro Gruppi di lavoro istituiti in ambito consiliare: marketing associativo, studio del mercato, nuovi progetti e formazione professionale.
Sempre a completamento di quanto discusso nella precedente riunione, nel corso dei lavori del 29 ottobre interverrà lo staff operativo di GfK Retail & Technology Italia per presentare un progetto di sviluppo della rilevazione periodica dei consumi di orologi.
2. ANCORA INCERTEZZE SUL “MADE IN”
E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2009 il decreto legge n. 135, recante “Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia della Comunità europee” (cd decreto “salva infrazioni”), con il quale è stata, tra l’altro, nuovamente modificata la caotica disciplina dell’obbligo di indicazione del Paese di provenienza delle merci.
In particolare, l’articolo 17 sopprime (e riscrive diversamente) la norma contenuta nella legge 99/09 (art. 17, comma 4), che aveva esteso il concetto di “fallace indicazione” di origine di un prodotto anche alla fattispecie in cui sul prodotto stesso - di origine non italiana – fosse riportato un marchio di azienda italiana, senza che ne fosse nel contempo evidenziata la reale origine estera.
Lo stesso articolo 17 precisa, poi, che per essere definito “interamente italiano” un prodotto deve essere “made in Italy” ai sensi della vigente normativa comunitaria ed avere anche avuto disegno, progettazione, lavorazione e confezionamento esclusivamente sul territorio italiano. Con successivi decreti ministeriali potranno essere dettate disposizioni esplicative in merito.
Il terzo e quarto comma rafforzano le sanzioni penali a carico di chi, non ricorrendone i predetti presupposti, faccia uso di marchi o di indicazioni di vendita più o meno esplicite ovvero di segni o figure che comunque inducano nel consumatore la fallace convinzione che il prodotto sia “interamente italiano”.
Ai sensi del quinto e sesto comma, è, invece, soggetto a sanzione amministrativa (da 10.000 a 250.000 euro) il titolare o licenziatario del marchio (di aziende italiane o non italiane) che usi lo stesso in modalità tali da indurre il consumatore a ritenere che il prodotto sia di origine italiana ai sensi della citata normativa comunitaria.
Per evitare la predetta sanzione amministrativa occorre, alternativamente:
· riportare - sul prodotto o sulla confezione o sui documenti di corredo – indicazioni precise ed evidenti circa l’origine o la provenienza estera del prodotto;
· riportare - sul prodotto o sulla confezione o sui documenti di corredo - eventuali diverse indicazioni atte ad evitare qualsiasi fraintendimento del consumatore circa la reale origine del prodotto;
· accompagnare il prodotto con una attestazione – resa dal titolare o licenziatario del marchio – in ordine alle informazioni che, a sua cura, verranno rese in fase di commercializzazione sulla effettiva origine estera del prodotto.
I prodotti privi di tali indicazioni saranno soggetti a confisca amministrativa, salvo che le stesse siano apposte a cura e spese del titolare o licenziatario del marchio.
Tali nuove norme sull’uso del marchio (quinto e sesto comma) entreranno in vigore 45 giorni dopo la pubblicazione in G.U. del decreto legge (e quindi il 9 novembre 2009).
Pertanto fino a quella data si tornerà, per questa fattispecie, alla situazione normativa preesistente al 15 agosto 2009, giorno di entrata in vigore dell’articolo 17 della legge 99/09, ora abrogato.
Anche questo nuovo provvedimento suscita non poche perplessità di ordine interpretativo. Se, infatti, la soppressione della norma introdotta in agosto dalla legge 99/2009 deve essere salutata positivamente, la disposizione sostitutiva appare a sua volta confusa e di difficile applicazione.
3. IMPORTAZIONI IN CALO NEL PRIMO SEMESTRE
Segnali di pausa del mercato giungono anche dai dati ufficiali relativi alle importazioni di orologi da polso nel primo semestre 2009, appena diffusi da ASSOROLOGI. Nei primi sei mesi dell’anno sono stati importati 6,8 milioni di pezzi (erano 7,7 milioni nel 2008 e 9,7 milioni nel 2007) pari ad un valore di 388 milioni di euro (contro i 415 milioni del 2008). Tutto sommato buona la performance degli orologi provenienti dalla Confederazione Elvetica, che calano leggermente in quantità, ma aumentano in valore, confermandosi di gran lunga in testa alla classifica delle importazioni italiane in termini economici.
4. SEMINARIO SULL’INTERSCAMBIO CON LA CINA
Si svolgerà a Milano nella mattina di martedì 13 ottobre 2009 il Seminario organizzato da AICE (Associazione Italiana Commercio Estero) sul tema “Le operazioni commerciali con la Cina: procedure e documentazione per una corretta impostazione delle operazioni di esportazione e importazione”.
Il seminario ha l'obiettivo di illustrare gli aspetti legati all’interscambio commerciale con la Cina, con particolare riferimento alla scenario economico, doganale, legislativo ed infrastrutturale. Presso la Segreteria è disponibile il programma dettagliato e la scheda di partecipazione.
5. SEMINARIO SUGLI “INCOTERMS”
Si svolgerà a Milano nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre 2009 il Seminario organizzato da AICE (Associazione Italiana Commercio Estero) sul tema “Gli Incoterms nei contratti di compravendita internazionale”.
Presso la Segreteria è disponibile il programma dettagliato e la scheda di partecipazione.