N. 65 - Novembre 2009
Newsletter a cura della Segreteria Assorologi
1. “MADE IN”: CIRCOLARE MINISTERIALE
Il Ministero dello Sviluppo Economico ha diramato la Circolare 124898 del 9 novembre 2009 con la quale vengono fornite indicazioni interpretative in materia di “made in”, alla luce di quanto prevede il DL 135/2009 in fase di conversione.
La Circolare, precisa, tra le altre cose, che è illecito, da parte del titolare o del licenziatario, l’uso del marchio con modalità tali da indurre erroneamente il consumatore a ritenere che il prodotto o la merce sia di origine italiana. Titolari o licenziatari possono ovviare fornendo indicazioni precise ed evidenti sulla provenienza estera del prodotto.
L’importante è che il consumatore sia informato con chiarezza che il prodotto è di origine estera: qualunque modalità idonea è ammessa come, ad esempio, le locuzioni prodotto fabbricato in ……, prodotto fabbricato in Paesi extra UE, prodotto di provenienza extra UE, prodotto importato da Paesi extra UE, prodotto non fabbricato in Italia.
Si possono importare prodotti privi di detta informazione, purché accompagnati da una attestazione che impegna titolare o licenziatario del marchio ad apporre l’informazione stessa in fase di successiva commercializzazione del prodotto.
L’informazione potrà essere apposta sul prodotto ovvero su etichette che corredano il prodotto: l’importante è che sia facilmente e chiaramente percepibile dal consumatore. Le nuove norme trovano attuazione per i prodotti importati dopo il 10 novembre 2009. Le aziende associate possono richiedere alla Segreteria copia della Circolare in questione.
2. CONSIGLIO DIRETTIVO ASSOROLOGI
Si riunirà nel tardo pomeriggio di giovedì 10 dicembre il Consiglio Direttivo ASSOROLOGI. Come oramai consuetudine, l’ultima riunione dell’anno consentirà di esprimere una valutazione sul lavoro svolto nell’anno, fare il punto sui programmi di attività per il futuro, esaminare gli schemi di bilancio, e dibattere sugli scenari di mercato. Particolare attenzione sarà posta sull’intenso lavoro svolto in queste settimane dalle quattro Commissioni Consiliari nominate nel settembre scorso e dedicate a presidiare le aree strategiche dell’azione associativa: Studio del mercato; Marketing associativo; Nuovi progetti e Formazione professionale.
3. NUOVO CENSIMENTO DELLA DISTRIBUZIONE
All’inizio del nuovo anno, GfK Retail & Technology Italia effettuerà su incarico di ASSOROLOGI il secondo Censimento della distribuzione di orologi da polso in Italia, a distanza di 5 anni dal precedente.
La ricerca consentirà di disporre di una attendibile ed aggiornata fotografia sugli assetti della distribuzione al dettaglio e, per la prima volta, di un confronto diretto con la situazione analizzata nel 2005.
Si prevede che i risultati del Censimento saranno disponibili, per una presentazione pubblica, entro il primo quadrimestre del 2010
4. SEMINARIO SUL CODICE DOGANALE
Si svolgerà a Milano nel pomeriggio di mercoledì 25 novembre 2009 il Seminario organizzato da AICE (Associazione Italiana Commercio Estero) sul tema “Il codice doganale comunitario e le nuove procedure”.
Presso la Segreteria è disponibile il programma dettagliato e la scheda di partecipazione.
5. SEMINARIO SUL TEMA: “ANALISI DEI COSTI E INTERNAZIONALIZZAZIONE”
Si svolgerà a Milano nella mattina di mercoledì 2 dicembre 2009 il Seminario organizzato da AICE (Associazione Italiana Commercio Estero) sul tema “ANALISI DEI COSTI E COSTRUZIONE DEI PREZZI PER UNA INTERNAZIONALIZZAZIONE COMPETITIVA"
Presso la Segreteria è disponibile il programma dettagliato e la scheda di partecipazione.
6. APPROFONDIMENTO: PERCHE’ CONFCOMMERCIO CHIEDE DI DETASSARE LA TREDICESIMA
La proposta di Confcommercio di detassare le tredicesime non è un’incursione estemporanea nella politica fiscale. L’idea è sostenibile (e percorribile con successo) soltanto se si inscrive in una precisa visione: quella di un’Italia con meno carichi tributari sui fattori di produzione (in primis, il lavoro). In questa logica, dunque, la detassazione proposta anticiperebbe un movimento di medio-lungo termine nella direzione della riduzione della pressione fiscale sui redditi da lavoro (e d’impresa), con un valore segnaletico d’impatto immediato sui comportamenti dei consumatori che la percepirebbero, se correttamente spiegata, come un primo passo in tale direzione.
Sotto traccia, viene posta sovente l’obiezione che la manovra avrebbe poca rilevanza perché si tradurrebbe in un aumento della propensione al risparmio, data la presupposta crisi dei consumi, acuita dalle incerte prospettive occupazionali. Tuttavia, a ben guardare, la considerazione congiunta delle dinamiche del reddito disponibile e della ricchezza finanziaria mette in evidenza che già nel corso del 2008 i consumi delle famiglie si sono ridotti meno di quanto ci si sarebbe aspettato. Ciò è confermato dal fatto che il miglioramento del valore reale degli asset, nonostante un andamento negativo del reddito, ha consentito una crescita congiunturale, seppure moderata, della spesa reale già nel secondo trimestre del 2009. Anche la fiducia delle famiglie è orientata su un trend crescente. In sintesi, se avesse acqua il “cavallo-famiglie” berrebbe, magari facendo da traino al “cavallo-imprese”.
Detassare le tredicesime resta comunque un titolo sintetico che, senza qualificazioni, si presta a interpretazioni anche paradossali. Se l’imposizione su questa parte del reddito fosse totale, e per tutti, si giungerebbe al risultato di dare maggiore reddito disponibile alle fasce più ricche penalizzando quelle meno abbienti (che hanno una tredicesima più modesta). Poiché riteniamo che oggi qualsiasi provvedimento debba essere caratterizzato da un approccio solidaristico piuttosto che risultare esclusivamente orientato alla crescita - la quale rimane comunque il principale obiettivo di medio-lungo termine - la detassazione delle tredicesime andrà modulata per favorire soprattutto i redditi medio-bassi con un meccanismo di detassazione di una quota decrescente della tredicesima al crescere della retribuzione complessiva:

Le decisioni su come e su quanto spendere e da dove reperire le risorse necessarie spettano all’esecutivo. Resta, però, opportuna, a nostro avviso, un’attenta riflessione sul ruolo che il mondo delle famiglie consumatrici può giocare oggi per rendere più robusti gli attuali deboli segnali di uscita dalla recessione. I provvedimenti di detassazione favoriscono in modo trasversale intere platee di cittadini (in questo caso i lavoratori dipendenti e i pensionati), che decideranno autonomamente se e come spendere le maggiori risorse. Questo sembra un vantaggio non trascurabile rispetto agli effetti di politiche discrezionali di incentivazione per tipologie di beni.