HomeComunicati stampaMercato degli Orologi da polso. Assorologi presenta i dati 2016

Mercato degli Orologi da polso. Assorologi presenta i dati 2016

Il mercato italiano degli orologi da polso si conferma intorno al miliardo e mezzo di valore ed ai quasi 7 milioni di pezzi venduti. Dopo un biennio di leggera crescita i dati a consuntivo 2016 elaborati da GfK per ASSOROLOGI evidenziano complessivamente una tenuta rispetto all’anno precedente.

Il dato globale riferito a quanto venduto in Italia attraverso il canale gioiellerie a consumatori italiani ed esteri mostra una flessione del 7% a quantità e un +0,3% a valore.

Per contro, l’indagine annuale sugli acquisti di orologi da polso in Italia, riferita a tutti i canali di vendita ed al solo consumatore italiano, dice che il mercato italiano conferma le dimensioni del 2015 con un valore di 1,49 miliardi di euro e un numero di pezzi di poco inferiore ai 7 milioni.

Sale ancora in modo evidente il prezzo medio, che passa da 209 a 223 euro. Il consumatore italiano, quindi, continua a privilegiare orologi di valore più alto con un trend costante negli ultimi cinque anni.

Gli orologi da uomo rappresentano il 43%  a quantità (contro il 48% del 2015) ed il 52% a valore (rispetto al 59% dell’anno precedente), mentre l’orologio da  donna  pesa il 44% a quantità e il 41% a valore (contro, rispettivamente, il  42% e 36% del 2015).

Canali di vendita – Le Gioiellerie ed orologerie (tradizionali o ubicate all’interno di un centro commerciale) si confermano, ovviamente, il canale principale: perdono qualche punto percentuale a quantità (53%) ma recuperano quote di mercato a valore (56%), invertendo un trend negativo pluriennale.

Evidente ripresa per i negozi mono-marca che crescono in modo sensibile sia a quantità (8,4%) che a valore  (4,1%).

Il canale Internet (siti ufficiali, aste e commercio elettronico) cresce in misura esponenziale anno dopo anno: a volume questo canale movimenta ormai il 25,6% del mercato (era il 16,3% lo scorso anno) e il 14,6% a valore (era l’11%). A questo riguardo, sulla base di una apposita indagine svolta sul dettaglio specializzato risulta che questo canale utilizza Internet direttamente o tramite piattaforme nel 15% dei casi e che questa modalità di vendita genera un fatturato pari al 12%.

Risulta fortemente ridimensionato il canale dei negozi di articoli sportivi, che si ferma su dimensioni modeste: 2,5% a quantità e 1,8% a valore.

Esponenziale l’incremento a valore gli acquisti effettuati all’estero dal consumatore italiano, che passano dal 2,5% del 2015 al 6,1% del 2016.

Le televendite crollano rispetto all’exploit dello scorso anno e si attestano allo 0,2% sia a valore che a quantità.

Si acquistano orologi soprattutto nel mese di dicembre, ma si tratta di un trend in contrazione a vantaggio di altri mesi come novembre, settembre e maggio.

Design e prezzo si confermano le principali motivazioni per la decisione di acquisto anche se in calo rispetto all’anno precedente (design 37% prezzo stabile al 30%).

Leggera flessione per la Brand awareness (fiducia e conoscenza della marca) che scende dal 37% degli ultimi due anni al 31% del 2016.

Le intenzioni di acquisto per il 2017 evidenziano che il 7,6% degli acquirenti 2016 pensa di procedere ad un ulteriore acquisto nel corrente anno.

«Il mercato italiano manifesta segnali di sostanziale stabilità, con una leggera tendenza al calo dei pezzi venduti e all’aumento del valore – afferma il Presidente ASSOROLOGI Mario Peserico –. Ci aspettavamo la ulteriore crescita del canale Internet, che sta assumendo un rilievo davvero significativo. Credo che questo canale debba essere considerato soprattutto per quello che è: un “canale distributivo” appunto e non un “concorrente”, anche se siamo ben consapevoli dei risvolti problematici, in termini di mercato parallelo ma soprattutto di veicolo di contraffazione, che questo canale reca in sé.

A dispetto di una sostanziale stabilità numerica, il mercato dell’orologeria si muove, mostra novità di prodotto, di design, di tecnologie, affronta competitor agguerriti. Abbiamo la certezza di poter riaffermare il fascino e l’attrattività del prodotto di orologeria di fronte a un consumatore sempre più evoluto ed attento».

 Milano, 17 marzo 2017